GROTTA DELLE MERAVIGLIE

La grotta, unica cavità naturale visitabile della Basilicata, è posta lungo la Strada statale 18 Tirrena Inferiore, che collega il capoluogo comunale alla frazione Marina.
La grotta si è impostata lungo una faglia della roccia nei calcari della serie carbonatica dei monti Giagola e Gada del Cretaceo Inferiore.
Il suo ingresso è posto a 76 metri di quota sul livello del mare. La parte esplorata della grotta è lunga circa 90 metri, e rappresenta la più piccola cavità naturale in Italia: l'ambiente visitabile misura circa 70 m², ed è alto circa 6-7 metri, ricco di stalattiti e stalagmiti, colonne, strutture di calcite e molti spaghetti, cioè delle stalattiti estremamente sottili e delicate. Per consentire una facile visita è stata edificata al suo interno una scala che porta al fondo dell'ipogeo. Colonne e coltri stalagmitiche fanno da cornice all'unica sala della grotta delle Meraviglie. L'illuminazione interna è alquanto soffusa per evitare la formazione di muschi sulle concrezioni, infatti le luci artificiali vengono spente appena i visitatori sono fuori.
La grotta delle Meraviglie di Maratea è visitabile nei mesi estivi e all'interno la temperatura si mantiene tra i 15 e i 18 °C, mentre l'umidità è del 95%.

IL CRISTO

Seconda come dimensioni solo al Cristo del Corcovado di Rio de Janeiro, la statua di Maratea è alta 21 metri, con una apertura di braccia di 19 metri e un viso che ne misura 3 di metri.   
La statua è stata realizzata in cemento armato rivestito da un impasto di cemento bianco e marmo di Carrara.
In virtù della particolare configurazione del volto , la statua , inconfondibile punto di riferimento per la gente di mare, dà l’impressione ad un osservatore lontano che lo sguardo sia rivolto, contrariamente alla realtà, verso il mare.
La statua presenta un vuoto tecnico interno utile per raggiungere la sommità per i lavori di manutenzione , con una scala a pioli di ferro non utilizzabile per fini turistici.
Il belvedere ai piedi della statua è il punto più panoramico di tutto il territorio di Maratea con una eccezionale vista a 360° del magico profilo della costa e delle montagne interne.
La strada rotabile per raggiungere la sommità del monte è altamente spettacolare con tornanti finali che poggiano su piloni ad alcuni metri di altezza.
In estate , per il forte afflusso turistico l'accesso delle auto è limitato ad un parcheggio a poche centinaia di metri dalla vetta , detto della Madonna degli Ulivi, da dove un servizio navetta porta i visitatori alla Basilica di San Biagio e al Cristo.

MARATEA

Il territorio di Maratea si estende per poco meno di 68 km². Ha per confini indicativi a nord il comune di Sapri in Campania e Rivello, a sud quello di Tortora in Calabria, a est Trecchina e da dopo di essa il resto della provincia di Potenza e a ovest il mare.
Ciò rende Maratea l’unico comune della propria provincia ad affacciarsi sul mare e l’unico della Basilicata sul Tirreno.
La costa si stende per circa 32 km, variegata da insenature, grotte, scogli, secche e spiagge per lo più ciottolose. Grosso modo al centro della costiera si trova il porto. Lungo il tratto meridionale della costa si distingue invece la piccola isola di Santo Janni.
Molte le grotte sparse nel territorio, a catasto ne risultano 132 tra marine e terrestri[24]. Tra queste si segnala la Grotta di Marina molto lavorata da stalattiti e stalagmiti.
Il territorio marateota è per lo più costituito da rilievi, con pochi pianori e terrazzamenti su cui insistono gli insediamenti antropici. Montagne e colline bagnano per lo più i costoni direttamente sul mare, creando pittoreschi panorami e scorci visivi.

PRAIA A MARE

Sorse originariamente come un piccolo ma popoloso villaggio di pescatori e contadini sulle spiagge strette tra il corso del fiume Noce (che a nord segna il confine con la Basilicata) ed il contrafforte roccioso oltre la pianura alluvionale del fiume Lao.
Praia a Mare ha costituito per secoli la frazione marina del vicino comune di Aieta.
L'etimologia del nome è incerta: la località ha assunto nel tempo varie denominazioni. Deriverebbe da Plaga Sclavorum, cioè Spiaggia degli Schiavoni, in ricordo dei traffici di merci e di uomini che caratterizzavano nell'antichità la costa Tirrenica, oppure da Plaga Slavorum, e cioè Spiaggia degli Slavoni, per la presenza in loco di una colonia di Slavi[4]. Plaga a sua volta deriverebbe dal greco πλαγιά, plagia, cioè spiaggia[5]. In tempi più recenti assume la denominazione di Praia d'Aieta (che letteralmente significa Spiaggia d'Aieta). La frazione marina del vicino comune montano diviene amministrativamente autonoma nel 1928, assumendo il nome definitivo di Praia a Mare.
Con R.D. 29 marzo e con Decreto Prefettizio del 16 aprile dello stesso anno, viene inoltre decisa la soppressione per accorpamento al nuovo comune di Praia a Mare di altri due centri urbani, che fino ad allora avevano goduto di una plurisecolare autonomia: lo stesso comune di Aieta e il vicino comune di Tortora. Nel 18 luglio 1937 Aieta e Tortora riacquistano la propria autonomia[6]. Tra gli anni sessanta e novanta la cittadina ha registrato un notevole sviluppo, grazie agli investimenti del gruppo Marzotto e della famiglia Agnelli.
Oggi Praia a Mare, che ingloba anche l'Isola di Dino, vive principalmente di turismo.

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